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Vi voglio proporre una pietanza a base di melanzane e pomodori. L’orto in questi giorni è un trionfo di queste bontà. Queste verdure, con gli aromi e le peculiarità della cucina mediterranea, mi scaldano il cuore.

Queste verdure sono ottime come contorno o come sugo per condire del farro ad esempio, meglio se integrale, che oltre ad essere completo e ricco di nutrienti è anche più “croccante”. Sarebbe importante al giorno d’oggi riabituarsi a cibi consistenti e più turgidi, riportare il giusto apporto di fibre, ricominciare una buona masticazione, riabituarsi a mangiare cibi meno papposi, appiccicosi, a base di farine e verdure che si sciolgono in bocca. Abbiamo i denti: usiamoli! 😉

Il farro contiene glutine, e poiché sarebbe corretto variare spesso cereali, per questa ricetta vi propongo l’amaranto, uno pseudo-cereale privo di glutine.

L’amaranto è molto digeribile, ricco di vitamine, sali minerali e proteine (vedi qui). Perfetto per grandi e piccini.

Amaranto mediterraneo

Ingredienti per 2 porzioni abbondanti:

  • 140g di amaranto
  • 2 melanzane medie
  • 8 pomodori san marzano
  • 1 spicchio grande di aglio
  • 2 scalogni
  • una decina di olive verdi e nere
  • una manciata di capperi sotto sale
  • uvetta
  • pinoli
  • olio EVO
  • basilico
  • erbe di provenza
  • sale
  • pepe

Preparazione:

Mettiamo a bagno l’amaranto almeno per 30 minuti, per eliminare le saponine contenute nell’amaranto.

Scoliamo l’acqua d’ammollo e mettiamo l’amaranto in pentola con il doppio dell’acqua. Non lo sciacquiamo come suggerito da altri siti perché vogliamo servirlo formato nel coppapasta.

Facciamo cuocere per 40 minuti.

Nel frattempo tritiamo aglio, scalogni, melanzane e pomodori. Facciamo soffriggere su un fondo di olio l’aglio e la cipolla. Aggiungiamo le melanzane e i pomodori, abbassiamo la fiamma e mettiamo il coperchio. Facciamo cuocere per 20 minuti. Se necessario aggiungiamo un po’ d’acqua. A metà cottura saliamo, pepiamo e aggiungiamo olive, capperi tritati, uvetta, pinoli, le nostre erbe aromatiche di provenza (rosmarino, timo, salvia…) e il basilico sminuzzato.

Più prolungheremo la cottura e più le verdure perderanno la loro consistenza. Dipende dai gusti, chi le preferisce più dure può cuocere anche solo per 15 minuti. Chi invece preferisce un “sugo” più avvolgente può protrarre la cottura a piacimento 🙂

Poniamo il coppapasta al centro del piatto e versiamo l’amaranto che dovrebbe avere un aspetto molto denso. Lasciamolo raffreddare per una decina di minuti.

Aggiungiamo le nostre verdure e… buon appetito! 🙂

Aneta Rybaczuk
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La maionese non è da demonizzare, la ritraggono tutti con un qualcosa da evitare, perché estremamente grassa, insana e piena di colesterolo. Ma non è proprio così.

La nostra maionese non è altro che olio, limone e sale, le stesse cose che utilizziamo per condire l’insalata, con l’aggiunta di una proteina, che di solito è quella dell’uovo crudo, ma nel nostro caso sarà yogurt di soia.

Questa maionese vegan è talmente buona che piace pure agli “onnivori”, l’unica differenza è che viene meno densa.

Ricordate che per preparare la nostra maionese vegana abbiamo bisogno di yogurt di soia al naturale, senza alcuna aggiunta, e per avere questa certezza la cosa migliore è autoprodurselo. Ecco qui la ricetta.

Ingredienti per un barattolo di 250g circa:

  • 2 cucchiai di yogurt
  • 200ml di olio di mais
  • Succo di mezzo limone
  • 2 cucchiaini di senape
  • 3/4 di cucchiaino di sale

Mettiamo nel bimby lo strumento a farfalla, poi lo yogurt, il limone, la senape e il sale. Mettiamolo in funzione in senso antiorario a velocità 5 per 5 minuti. Versiamo a filo l’olio tramite il foro del coperchio del bimby (ci metteremo 4 minuti a versare tutto l’olio), questa operazione è cruciale: non cercate di velocizzare. Fine 🙂

Con questa maionese potrete condire le vostre patatine fritte, fare l’insalata russa, dare un tocco di sapore a panini, gallette o crackers..

Ad esempio pane nero di segale + maionese + avocado + pomodoro + cetriolo + lattuga iceberg

Pane integrale | maionese vegan fatta in casa | melanzana siciliana grigliata | avocado | rucola

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#Spuntino #veg

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L’ho usata per condire ad esempio questa insalata di riso con pomodoro fresco.

Ovviamente evitate di esagerare perché è nella quantità che un cibo diventa insano. Meglio non abusare di olio..

Custoditelo gelosamente nel frigo per una settimana.

Aneta Rybaczuk
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Mia figlia adora lo yogurt. Purtroppo dove abito non ci sono in commercio yogurt di soia senza zucchero e questo mi ha spronato ad autoprodurmelo.

Con un investimento iniziale di massimo 4€ per dei fermenti e un investimento settimanale di massimo 2€ per il latte di soia avremo yogurt di ottima qualità sempre a portata di mano.

Yogurt puro, naturale, senza alcuna aggiunta. Da quello si potrà partire per creare salsine da aggiungere alle insalate oppure ci faccio qualche colazione golosa aggiungendo del muesli che preparo con semini e noci varie, e una banana affettata.

Ottimo come spuntino per i bambini, frullando lo yogurt con della frutta dolce (fragole, pesca, pera, banana… ) o aggiungendo dello sciroppo d’agave per addolcirlo. Basta mettere lo yogurt e la frutta (alla mia bimba piace lo yogurt rosa, quindi aggiungo anche dei lamponi o dei frutti di bosco che scongelo il giorno prima) nel boccale del miniprimer, e del dolcificante naturale se la frutta non è sufficientemente dolce, frullo et les jeux sont faits…

Ma veniamo al dunque..

Per ottenere un buon yogurt di soia bisogna avere gli ingredienti giusti, anzitutto il latte senza aggiunte di vitamine, zucchero, sale o olio, e abbiamo bisogno dei fermenti lattici. Per avere i fermenti o comprate uno yogurt di soia (possibilmente senza aggiunte) oppure comprate una bustina di fermenti lattici liofilizzati nel vostro negozio biologico di fiducia (io ho comprato “Pronto Yogurt Biologico”) che basterà per diversi mesi di autoproduzione (sulla bustina c’è scritto che si potrà riutilizzare fino a 25 volte).

Ci basteranno 7 minuti per prepararlo e serviranno dalle 6 alle 12 ore perché avvenga la magia.

Ingredienti per circa 7-8 vasetti di yogurt:

  • 1 l di latte di soia al naturale
  • 1 vasetto di yogurt di soya oppure una bustina di fermenti lattici vivi
Attrezzatura utilizzata:
  • Yogurtiera (è uno strumento molto economico che garantisce ai nostri vasetti una temperatura costante)
  • Bimby (scalda e mischia allo stesso tempo, il vostro terzo braccio in cucina insomma)

Verso nel bimby il litro di latte di soya a temperatura ambiente, e aggiungo lo starter oppure un vasetto di yogurt. Accendo il bimby e imposto a 6 minuti x 50° x velocità 3.

Nel frattempo lavo i miei vasetti e accendo la yogurtiera.

Quando il bimby ha finito verso il latte nei vasetti (senza la schiuma che rimarrà in superficie).

Accendo la yogurtiera e lascio i vasetti al caldo per almeno 6 ore fino a 12 ore.

Di solito o lo faccio la mattina così la sera posso tappare i barattoli e metterli in frigo, oppure lo faccio la sera prima di andare a dormire e spengo la  yogurtiera al risveglio.

Finito. Semplice no?

In passato ho prodotto lo yogurt anche senza bimby. Trovate una ricetta qui.

Aneta Rybaczuk
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Vi presento un’ evergreen della mia cucina: la zuppetta di lenticchie e grano saraceno. E’ una zuppa povera in quanto economica, veloce da fare e basata su pochi ingredienti, e ricca contemporaneamente, in quanto ha splendidi valori nutrizionali. Adatta a grandi e piccini, e molto gradito a questi ultimi….

E’ un piatto adatto a tutte le stagioni se avete dei pomodori congelati (o dei pelati) e del basilico essiccato, ma adesso i pomodori sono freschi dell’orto e il profumo di questa zuppa pervade tutta la casa.

Le lenticchie sono tra i miei legumi preferiti, perché molto salutari (qui le proprietà) e perché necessitano di un breve ammollo (per alcuni tipi nemmeno è indispensabile, ma sono dell’idea che l’ammollo ai legumi faccia sempre bene) e una cottura altrettanto breve.

Il grano saraceno è:

Rimineralizzante
• Energizzante
• Consigliato durante l’allattamento
Consigliato per i bambini
• Tiene a bada la pressione alta e il colesterolo
• Senza glutine
Ricco di aminoacidi essenziali

 

fonte: greenme.it

Vi voglio ricordare che come ogni zuppa e ogni brodo diventa particolarmente saporita nel momento in cui aggiungiamo sale.

Il sale però non è proprio il massimo per la salute, soprattutto dei bambini che sviluppano la capacità di gestirlo correttamente da parte dei reni verso l’anno di età.

Quindi se cucinate senza sale è perfetto ma se temete il sapore “sciapito” concedetevi mezzo cucchiaino di sale (integrale). La zuppa sarà molto aromatica e profumata con o senza sale, perché aggiungeremo degli odori tritati finemente, come salvia, rosmarino, maggiorana e basilico.

Ma veniamo a noi:

Zuppetta di lenticchie e grano saraceno

Ingredienti per 2 persone

  • 50 g di lenticchie (ammollo 2 ore)
  • 50 g di grano saraceno
  • 200g di pomodori (uso i Datterini e i San Marzano)
  • un poco di cipolla
  • 1 spicchio di aglio
  • Salvia, rosmarino, basilico, maggiorana o gli odori preferibilmente freschi che avete in vaso
  • Olio EVO, sale e pepe

 

Preparazione:

Tritate finemente la cipolla, schiacciate l’aglio, tagliate a dadini i pomodori e sminuzzate gli odori.

Trasferite tutto in pentola e aggiungete un filo di olio. Accendete la fiamma e fate insaporire l’olio.

Aggiungete le lenticchie e il grano saraceno e coprite con il doppio dell’acqua.

Lasciate cuocere a fuoco lento per 30/45 minuti.

Servite con un filo di olio a crudo e…. buon appetito 🙂

Aneta Rybaczuk
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Ogni tanto indìco un detox time.
In primavera il corpo è predisposto a smaltire le scorie degli eccessi calorici invernali, e la natura ci mette a disposizione diversi vegetali che lo aiutano in questa operazione.

agretti
Ho trovato gli agretti (vedete qui le loro proprietà) e non ho potuto fare a meno di onorarli. Oltre a mangiarli aggiunti crudi all’insalata (hanno un sapore veramente fresco e gradevole) ci ho fatto un bel primo piatto, piaciuto ad adulti e bambini.

Non ho segnato le giuste dosi

Spaghetti di riso agli agretti e noci

Ingredienti per 2 persone

  • 160g spaghetti di riso integrali
  • un mazzetto di agretti
  • 1 spicchio d’aglio
  • qualche gheriglio di noce
  • olio extravergine di oliva
  • 3 cucchiai di crema di tofu
  • sale

per la crema di tofu:

  • 1 panetto di tofu al naturale da 150g
  • succo di mezzo limone
  • erbe aromatiche (prezzemolo, basilico, timo, salvia, rosmarino, erba cipollina)
  • una manciata di mandorle
  • una manciata di noci
  • qualche cucchiaio di latte vegetale
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe

Preparate anzitutto la crema di tofu:

basta mettere tutti gli ingredienti nel frullatore e frullare il tutto. Non servirà tutta per la ricetta quindi potrete metterla in un vasetto e conservarla in frigo per qualche giorno. Sarà perfetta da spalmare sui cracker per fare un’ottimo spuntino.

Prepariamo gli spaghetti di riso agli agretti e noci:

Lavate gli agretti e tagliate le radici. In una pentola portate a bollore dell’acqua, salatela e buttate prima gli agretti e poi la pasta. Mescolate e attendete il tempo di cottura della pasta.
Nel frattempo preparate il trito di noci e mettetelo da parte.
In una padella fate soffriggere l’aglio in un fondo d’olio, aggiungete un po’ di acqua di cottura della pasta e circa 3 cucchiai di crema di tofu. Se necessario aggiungete altra acqua per allungare la crema.

Scolate la pasta con gli agretti e saltatela nella padella con la crema. Impiattate e cospargete con il trito di noci.

 

buon appetito 🙂

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Per una corretta alimentazione dovremmo consumare alimenti vegetali, integrali, possibilmente crudi. Quando abbiamo però bisogno di qualche caloria in più, qualcosa che ci scaldi l’animo, possiamo optare per uno spuntino a base di Hummus di ceci.

I ceci (qui trovate le loro proprietà) sono tra i legumi che preferisco. Ne lesso sempre un po’ in più pure perché ci mettono un po’ a cuocere, e così un giorno mi ci faccio la pasta e ceci e un giorno preparo un barattolo pieno di hummus da tenere in frigo per degli spuntini golosi. Spalmato sul pane o sulla piadina con tante verdure fresche, va bene sempre e comunque, e piace moltissimo anche alla mia bambina.

L’hummus fa tanto bene pure perché è ricco di sesamo, un vero concentrato di virtù (vedi qui).

Un amico delle Canarie lo ha definito il più buon Hummus d’Italia. Hahahah 😀 per questo mi permetto di diffondere la ricetta.

Hummus di ceci

Ingredienti 

  • 300 gr di ceci lessi (nel peso comprendere anche l’acqua gelatinosa di cottura)
  • 2 cucchiai di tahina
  • 1 succo di 1 limone
  • 1 spicchio di aglio medio
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • 50 ml di olio extravergine di oliva
  • sale (anche no dipende dai gusti)
  • 
paprica per guarnire

per preparare un barattolino di tahina:

  • 100g di sesamo
  • olio di sesamo (olio extravergine di oliva in alternativa)

Preparazione della tahina:

Spandere la metà del sesamo su una padella dal fondo largo (io utilizzo quella per le piadine/crêpes) e tostarla sul fuoco alto. Come iniziano a scoppiettare i primi semi togliete la padella dal fuoco. Ancora caldi metteteli nel frullatore e tostate l’altrà metà del sesamo. Aggiungeteli nel frullatore e tritateli finemente. Poi aggiungete dell’olio di sesamo fino ad ottenere una crema non troppo densa ma abbastanza fluida. Mettetela in un barattolino e copritela con un velo di olio in superficie per prolungarne la corretta conservazione, evitandone l’ossidazione.

 

Preparazione dell’hummus di ceci:

I ceci vanno tenuti in ammollo almeno 24 ore, anche 48, con un pezzetto di alga kombu per aumentarne la digeribilità. Durante l’ammollo l’acqua va cambiata almeno una volta. Quest’acqua va buttata perché ricca di sostanze antinutrizionali. Cuoceteli in pentola di coccio con almeno 3 parti di acqua per parte di ceci, potete lasciare l’alga (la frullo pure nell’hummus). Il sale, se ne volete, aggiungetelo verso i 2/3 della cottura. La cottura va fatta a fuoco basso. Ricordate di non aggiungere acqua fredda altrimenti rischiate di “bloccare” la cottura dei ceci. I ceci saranno cotti dopo 2 ore e mezza, anche 3.

Tritate anzitutto i semi di cumino sennò rimangono troppo integri. Aggiungete quindi i ceci compresi d’acqua di cottura, la tahina, il succo di un limone, l’olio, il sale e l’aglio. Frullate tutto e assaggiate. Inizialmente potrebbe sembrare forte d’aglio, ma l’hummus conservato diventa più saporito e il sapore dell’aglio viene smorzato. Se troppo denso aggiungere acqua di cottura dei ceci oppure un po’ d’olio.

Con il tempo imparerete a giostrare bene i sapori. L’hummus è un perfetto mix tra la morbidezza di ceci+sesamo, l’acidità del limone, e il piccante dell’aglio. Se risultasse troppo insapore provate ad aggiungere semplicemente del sale che esalterà tutti i sapori.

Cospargete l’hummus di ceci con della paprika dolce e….

buon appetito 🙂

Aneta Rybaczuk
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Sono una che crede molto nella sana alimentazione per ottenere salute ed energia da vendere. I dolcetti crudisti di cocco e datteri sono sani, non contengono zuccheri aggiunti ma sono dolci grazie ai datteri.

Spesso abbiamo voglia di dolce, perché non abbiamo dato al nostro corpo il giusto apporto di zuccheri dei quali necessitiamo per andare avanti, e allora ce lo ricorda lui nel momento in cui ci manda verso il frigorifero o vediamo etichette “mangiami” ovunque.

Vorrei ricordare che lo zucchero preferito dal nostro corpo è quello della frutta fresca. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) dovremmo mangiare almeno 5 porzioni di frutta al giorno (es. di porzione = 1 mela).

La frutta secca è un’ottima alternativa a quei dolci insani che fanno schizzare l’indice glicemico alle stelle, che prima li mordi e poi ti vengono mal di testa o mal di denti, che devi fare 10 giri di corsa per poterli smaltire, e aspettare ore prima di riuscire a digerirli.

Senza nulla togliere al gusto, questi dolcetti sono peccaminosi, si preparano in pochi minuti e si conservano bene in frigo. Inoltre non hanno bisogno di cottura in quanto crudisti. Vegani e senza  glutine. Perfetti per i bambini.

Dolcetti crudisti di cocco e datteri

Ingredienti per 12-15 porzioni

  • dai 70g ai 100g di datteri al naturale denocciolati (11 circa)
  • 50g di mandorle
  • 50g di anacardi
  • un paio di cucchiai di farina di carrube o del cacao

se avete un estrattore di succhi vivi

  • 1/2 noce di cocco fresca (120g circa)

se non avete l’estrattore:

  • 60g di cocco essiccato (la comune farina di cocco)
  • 1 cucchiaio di olio di cocco sciolto a bagnomaria.

Consigli per gli acquisti degli ingredienti

I datteri al naturale (senza il “rivestimento” di sciroppo di glucosio usato per una più lunga conservazione) li potrete trovare facilmente nel periodo natalizio. “Fuori stagione” li troverete sicuramente nei negozi di alimenti biologici. Qui trovate le loro proprietà benefiche.

Mandorle e anacardi comprateli biologici o cercate quelli che non contengono solfiti! Per risparmiare optate per una confezione “formato famiglia”.

Il cocco va scelto in base alla presenza di acqua al suo interno. Se scuotendolo non sentite nulla lasciatelo stare: è sicuramente vecchio e potrebbe essere ammuffito al suo interno. Qui sono elencati i suoi benefici.

La farina di carrube è una buona alternativa al cacao soprattutto se i dolcetti verranno dati ai bambini, perché a differenza del cacao non contiene caffeina.

Preparazione

Per aprire la noce di cocco fate prima un foro dal quale far uscire l’acqua (che filtrata è un’ottima bevanda rigenerante) poi con un martello colpitelo ovunque (createvi delle traiettorie per assicurarvi di percuoterlo dappertutto), e alla fine date i “colpi di grazia” per romperlo. L’operazione precedente alla rottura vi permetterà di ottenere una noce di cocco integra o comunque con pezzi di polpa che si staccano con facilità. Una parte conservatela in frigo immerso in acqua, e l’altra la andremo ad utilizzare per la nostra ricetta dei dolcetti crudisti di cocco e datteri.

Denocciolate i datteri.

Mettendo il cocco nell’estrattore otterrete sia l’olio di cocco che il cocco rapé. Conservateli entrambi. Se il cocco era conservato in frigo l’olio avrà una consistenza pastosa semi-solida e rimarrà attaccato alle palette di gomma dell’estrattore. E’ tutto normale 🙂

Unite tutti e 4 o 5 gli ingredienti nel frullatore e azionatelo. Quando inizierà a girare con fatica vuol dire che la consistenza è quella giusta: un pò morbida e appiccicosa.

Prendete degli stampi di silicone e mettete una punta di cucchiaino di farina di carruba sul fondo (vi aiuterà nel momento di estrarre i dolcetti, che comunque non saranno solidissimi, dalle formine). Aiutandovi con un cucchiaino, le dita e un poco di pazienza, pressate l’impasto nelle formine. I bambini saranno molto lieti di aiutarvi in questa operazione, anche se parte dell’impasto scomparirà magicamente.

Mettete in frigo per qualche ora. Estraete poi i dolcetti e metteteli in un barattolo di vetro con coperchio.

non abusatene 🙂

Aneta Rybaczuk
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É primavera.

Nei banchi del supermercato è comparso un tubero molto particolare: il topinambur.

 


 

Il topinambur (nome scientifico Helianthus tuberosus) è anche conosciuto con il nome di ‘rapa tedesca’, ‘pera di terra’, ‘tartufo di canna’, ‘patata americana’ o ‘carciofo di Gerusalemme’ per via del sapore delicato e dolciastro che ricorda quello del carciofo.

A differenza delle patate, infatti, il topinambur non contiene amido, ma inulina, una molecola nutritiva dalla eccellenti proprietà. Particolarmente indicato per chi vuol perdere peso e riattivare l’intestino pigro, il topinambur è in grado di abbassare il livello di assorbimento degli zuccheri e dei grassi da parte dell’intestino, tenendo così sotto controllo i livelli glicemici e il colesterolo.

Per questo motivo è un alimento adatto anche ai diabetici e a chi soffre di obesità.

Oltre a queste proprietà, l’inulina favorisce la motilità intestinale, previene la formazione di gas, riequilibra la flora intestinale e favorisce la digestione. Cosa ancora più importante, il topinambur non contiene glutine ed è quindi consumabile anche da chi soffre di celiachia. È ricco di vitamina A e B e di arginina che aiuta il fegato e la cicatrizzazione dei tessuti.

(Fonte tuttogreen.it)

 


 

Molti si domandano che sapore abbia e come cucinarlo: il suo sapore richiama alla lontana quello del carciofo, ed ecco una ricetta, vegan e senza glutine, per gustarlo.

 

Risotto integrale al topinambur

Ingredienti per 2 persone

  • 160g di riso integrale ribe
  • 250g di topinambur
  • 1/4 di cipolla
  • 1 spicchio di aglio schiacciato
  • olio evo
  • prezzemolo

Preparazione

Il topinambur non dovrebbe essere pelato ma lavato accuratamente con una spazzola.

Prendete metà del topinambur e tritatelo. L’altra parte tagliatela a pezzi più grossi.

Soffriggete aglio e cipolla in una casseruola e aggiungete il topinambur, fatelo saltare a fuoco vivo e poi abbassate la fiamma.

Aggiungete il riso (1 parte), e almeno 3 parti di acqua. Aggiungete sale e pepe e fate cuocere per 50-60 min (dipende dal riso e dalla fiamma) finche non sarà morbido. Mescolate spesso per renderlo cremoso. Aggiungete acqua se e quando necessario.

Servite con una spolverata di prezzemolo fresco.

buon appetito 🙂

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Ecco una ricetta saporita, vegana e senza glutine.

Molti pensano che la cucina vegana sia noiosa, insipida e persino poco nutriente. Abbiamo pensato di proporvi questa gustosa ricetta asiatica, rivisitata per essere apprezzata dai nostri palati occidentali.. Può essere preparata in poco tempo, ancora più velocemente se avremo a disposizione una macchina affetta verdure per ottenere il taglio a julienne in pochi secondi. Inoltre è gluten free in quanto i vermicelli cinesi sono di fagiolo verde mung, anche chiamato soia verde, che non contiene glutine. In alternativa potete utilizzare i noodles di riso, anch’essi senza glutine. Se non avete tempo di cuocere del brodo vi è concesso il dado vegetale 🙂

ps. Se vi avanza un pò di questa pietanza e i noodolini diventano blu non vi preoccupate! E’ l’effetto del cavolo cappuccio, che viene anche utilizzato come colorante alimentare.

Ingredienti per 2 persone

  • 100 gr di vermicelli cinesi
  • 1/2 peperone rosso
  • 1/2 carota
  • 1/2 zucchina grande
  • 1/2 cipolla
  • del cavolo cappuccio rosso
  • 1 pezzo di porro
  • 2 manciate di pisellini primavera (70g circa)
  • 100g di funghi (champions, pleuroti, pioppini)
  • germogli di soia
  • brodo vegetale
  • salsa tamari (salsa di soya senza glutine)
  • zenzero in polvere o fresco da tritare
  • curry

Preparazione

Prepariamo un trito di cipolla che soffriggeremo in padella, aggiungiamo i funghi affettati e i pisellini primavera e facciamo cuocere per almeno 10 minuti.

In un pentolino fondo preparare del brodo vegetale limpido (senza patate) scolato dalle verdure, nel quale faremo bollire i nostri noodles per 3 minuti.

In un wok (altrimenti una padella antiaderente) scaldiamo l’olio e mettiamo le nostre verdure tagliate a julienne (zucchina, carota, cavolo e peperone), il porro a rondelle e i germogli di soya. Irroriamo con salsa di soya, aggiungiamo curry e zenzero e saltiamo le verdure per 3 minuti, affinché le verdure diventino dorate ma rimangano croccanti.

Aggiungiamo i piselli e i funghi, e versiamoci i noodles cotti nel brodo.

Servire caldi!

buon appetito 🙂

Aneta
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