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Un frutto a merenda – Il segreto per la salute dei bambini

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Un frutto a merenda” sembrerebbe l’inciso di un ricordo del nonno o uno slogan incalzante spalmato sui lati degli autobus di linea. E’ invece la forma essenziale di una proposta divenuta prima un impegno poi una disposizione. Già, perché oggi sono tante le scuole che di questa idea ne hanno fatto una regola: regola d’oro per numerosi nutrizionisti, educatori ispirati, associazioni internazionali; un’imposizione per altri.

L’ultimo caso, che ha visto affrontarsi genitori verso dirigente e corpo docenti, riguarda le quattro scuole primarie del quartiere Saragozza a Bologna: con una delibera votata dal consiglio di istituto, il preside Mari ha imposto alle famiglie di mettere nello zaino dei bambini, per la merenda del mattino, solo frutta e verdura. Le motivazioni a sostegno sono indiscutibili: tutelare il benessere dei bambini; socializzare esperienze e garantire equità tra alunni di diversa estrazione socio-culturale; ridurre gli scarti alimentari; controllare l’apporto calorico per i bambini a rischio di obesità.

Su quest’ultima affermazione i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono gravemente espliciti: i bambini italiani, rispetto ai coetanei europei, sono tra i più grassi; fra i 6 e 17 anni il 26,9% è in eccesso di peso e fra gli 8-9 anni il 10,2% è in condizioni di obesità, e le percentuali maggiori riguardano le regioni del Centro Sud , Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata. Verrebbe da aggiungere “alla faccia della dieta mediterranea!”.

Ed a denunciare le abitudini alimentari scorrette ci prova anche l’Istat che parla del 65% di ragazzi per cui la merenda è nutrizionalmente sbilanciata o troppo abbondante, con snack salati e fritti, merendine confezionate, succhi di frutta ricchi di zuccheri e conservanti. Condizioni, queste, che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, problemi ortopedici, disordini psicologici, basso apprendimento a scuola e bassa autostima.

Dinanzi a un simile scenario viene naturale porsi una domanda: qual è il motivo che ha fatto insorgere i genitori dei bambini della scuola di Bologna invocando la libertà di pensiero e di azione? E’ indubbio che le merende genuine comportino un dispendio maggiore di tempo per la loro preparazione e la scelta, ma vale anche, soprattutto, il principio per cui un’istituzione educante in quanto tale può e deve pensare alla trasmissione del sapere e delle buone consuetudini comportamentali. Di fatto la libertà e il benessere sono condizioni similari qualora se ne ravvisi il valore solo dinanzi alla mancanza.

Claudia Orsino

 


Ecco qualche idea per variare la merenda a scuola e garantire un’alimentazione sana per i bambini

Frutta secca

Uva passa, mandorle, anacardi, noci e nocciole, arachidi non salate sono perfette da mettere in un piccolo contenitore ermetico anche se siamo di fretta. In questo caso è bene non esagerare con le quantità: 30-40gr di frutta secca sono sufficienti. E’ anche molto importante verificare con il pediatra che non vi siano allergie a questi alimenti

Frutta disidratata

Banane e mele, mango e papaia, cocco, fichi, albicocche, datteri, possibilmente comunque senza troppi zuccheri aggiunti. Anche in questo caso, non più di 2-3 pezzetti di frutta di media misura

Frutta fresca

Per merenda, chiusi in un contenitore ermetico, vanno benissimo mele a pezzetti, banane, pere, uva, mirtilli, susine… Meglio proporli già sbucciati, tagliati a pezzetti e senza semi, così sarà più facile mangiarli e soprattutto non ci saranno scarti da mettere in cartella

(Fonte: pianetamamma.it)